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Cima Undici : Da Val Monzoni

Ciao Tommaso, credo che tutti da inizio stagione continuino a “prendere le misure” nella ricerca del posto in cui si possano trovare le condizioni ideali, di fatto non è per nulla facile e per dirla tutta è ormai da qualche anno che è così ed è probabile che mediamente in futuro non possa che peggiorare. Ormai alla neve bisogna correre dietro sperando di cogliere quel momento magico che dura quasi sempre “un attimo”. Per questa attività è diventato indispensabile allenare, oltre le abilità classiche, la pazienza.

La ricerca di posti che non si conoscono e quindi di gite nuove è un buon sistema per tenere alto l’entusiasmo, la scelta di un giro nella Valle di San Nicolò e Val Monzoni credo che non ti sia dispiaciuta; nell’ormai superantropizzata Val di Fassa è forse rimasta l’ultima oasi fuori dalla commercializzazione selvaggia della montagna; ti posso assicurare che il giro della forcella Vallaccia con la discesa nel canalone Nord è una gita di grande soddisfazione in grado di competere con tanti itinerari blasonati delle Dolomiti Orientali. Credo comunque che nel giro di una settimana- 10 giorni la situazioni in molti tratti della catena Alpina migliorerà,

buon proseguimento di stagione

Edoardo

Ciao Edoardo, grazie del messaggio che, come sempre, mi fa piacere ricevere. Hai ragione, un buono scialpinista, indubbiamente, sa aspettare le condizioni migliori. Quante gite ho « sbagliato » per la smania di percorrere un itinerario, senza curarmi abbastanza delle condizioni!
All’inverno complicato, si aggiungono poi, a volte, gli impegni di una vita, nostra e dei nostri compagni di sciate, che non sempre gira nel verso giusto e attorno allo sci, dandoci la spiacevole sensazioni di bruciarci i giorni migliori dell’inverno.

Fortunatamente, basta una grande giornata per spazzare nubi e malumori e dare nuova linfa all’ossessione, a dire passione mi sembra di sminuirla, che mi porta a consultare, per molto più tempo di quello che passo sugli sci, le splendide cartine della confederazione elvetica.
Come dici tu, sciare in un luogo nuovo aiuta a ricaricare l’entusiasmo. Quando si è in cima ad una montagna e ci si guarda attorno che la « macchina desiderante » lavora con più forza, spingendoci ad immaginare nuove salite sulle montagne su cui vaga lo sguardo.

La Valle di San Nicolò e la Valle dei Monzoni mi sono sembrate ricche di possibilità per lo scialpinismo. Mai avrei detto di trovare un contesto del genere partendo, letteralmente, ai margini di una pista da sci. L’alternanza di boschi, radure e piccole costruzioni è tra i paesaggi che più amo per lo scialpinismo « invernale ». Immagino che la discesa per la Forcella Valacia aggiunga un tono immediatamente più drammatico e selvaggio a questo idillio dolomitico.
Da Como non è certo dietro l’angolo, ma non è detto che non ricapiti l’occasione di tornarci.

Auguro anche a te un buona stagione e grazie del messaggio,

Tommaso