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Ciao! La predisposizione agli eventi valanghivi è secondo te dovuta alla morfologia delle montagne o alla frequenza di situazioni nivologiche negative?Oppure è solo un istinto, un presentimento? L’osservazione mi ha incuriosito. Buone sciate
Ciao, non ho compreso bene cosa ti ha incuriosito della mia osservazione sulla gita al Wuosthorn; miratamente a quest’area geografica penso da molto tempo che, per una serie di fattori, con una certa frequenza, forse superiore che in altre regioni Alpine, si manifestino fenomeni valanghivi e pertanto quando si desidera studiare dei fenomeni spesso ci si posiziona là dove è più facile osservarli.
Le valanghe in senso assoluto sono un fenomeno complesso non affrontabile in quattro parole sul web; di certo sui loro meccanismi incidono tantissime variabili non sempre di facile comprensione; studiare questi fenomeni nell’ambiente naturale e determinarne con certezza le cause non può essere paragonato allo studio di un fenomeno fisico in laboratorio dove puoi tenere sotto controllo e meglio ancora condizionare i parametri ambientali.
Sicuramente a mio avviso la morfologia del terreno, la sua inclinazione, la sua esposizione, l’altitudine in rapporto alla stagione sono fattori importanti (questi non variano), ancora più determinanti sono quelli meteo-nivologici, che sono invece variabilissimi e quindi molto più difficili da comprendere; l’avvicendamento delle precipitazioni, la loro quantità, la tipologia dei cristalli di neve in funzione delle temperature, il loro processo fisico evolutivo al suolo, l’umidità dell’aria e la temperatura, l’irraggiamento solare e soprattutto il vento fattore determinante capace di stravolgere in poche ore le condizioni del manto nevoso su un pendio. Pensa alla miscela di questi fattori che può cambiare le proprietà fisiche di una coltre nevosa nello spazio di poche centinaia di metri o anche di poche decine. Gli sci alpinisti che credo siano per lo più pragmatici più che leggere i bollettini, tenere d’occhio l’evoluzione del clima e pensare a cosa hanno trovato le uscite precedenti non possono fare, poi devono decidere; una volta, tanto per semplificare, si incominciava la stagione a Marzo, si puntava a trovare il “firn” e a seconda delle temperature e del mese si doveva già essere a valle per una birretta tra le 11:00 e le 13:00 (rischio basso).
Oggi si va soprattutto tra Novembre e Marzo per trovare la “Polvere” ed insieme a questa si possono trovare anche situazioni più pericolose.
L’istinto o il presentimento non hanno una connessione diretta con il distacco delle valanghe, semmai queste due prerogative, molto più diffuse nel mondo animale che non sono indenni come noi dall’essere travolti da una slavina, sono direttamente collegate con la nostra capacità di osservazione dell’ambiente invernale, più diventeremo bravi nell’osservarlo e capirlo e più probabilità avremo di non incappare in un incidente.
Buone sciate.
Mi rendo conto di aver posto la domanda omettendone una parte e rendendola poco comprensibile.
Io mi riferivo specificatamente all’area di Davos e mi chiedevo quali fossero le ragioni per le quali, secondo te, è particolarmente predisposta alle valanghe. Se effettivamente avessi un’opinione precisa sulle cause o se fosse soltanto un’impressione.
Mi ha incuriosito perchè io stesso delle volte ho avuto questa idea, vedendo quanto sono frequenti le fotografie di terribili distacchi in questa zona nei rapporti di SLF, ma mi sono poi convinto che le molte foto (e la mia relativa idea che fosse un’area particolarmente pericolosa) fossero dovuta alla vicinanza di queste montagne al centro di studio di Davos, che può quindi monitorarle più facilmente.
Ero interessato a quella « serie di fattori » a cui accenni all’inizio della risposta.
Mi scuso per la poca chiarezza e ti ringrazio per la risposta!