La stanza di Anna

gli alberi fanno davvero la differenza
in questi giorni di caldo intenso basta fare pochi passi per accorgersene: sotto gli alberi si respira, sull’asfalto il caldo sembra salire da terra e avvolgere tutto
non sono solo belli da vedere: sono climatizzatori naturali, silenziosi e gratuiti
regalano ombra, rinfrescano l’aria e rendono più vivibili paesi e città
dove il verde viene rispettato e valorizzato, si vive meglio
le nostre latifoglie poi sono straordinarie
in estate aprono le loro chiome e ci proteggono dal sole più forte; in inverno lasciano cadere le foglie e permettono ai raggi del sole di arrivare fino a terra e alle case: una soluzione semplice che la natura ha perfezionato molto prima di noi
e poi c’è l’acqua
durante le camminate lo noto spesso: quando il sentiero passa vicino a un torrentello, a una sorgente o in una piccola conca dove scorre l’acqua, l’aria cambia, diventa più fresca, più leggera
è come entrare in una stanza naturale dove qualcuno ha abbassato la temperatura
alberi e acqua lavorano insieme da sempre, rendono il paesaggio più bello, ma soprattutto più vivibile
sono un aiuto per tutti e ancora di più per chi non può permettersi un climatizzatore o semplicemente cerca un po’ di sollievo nelle giornate più torride
forse, mentre affrontiamo estati sempre più calde, vale la pena ricordare che alcune delle soluzioni migliori sono già qui: una chioma verde sopra la testa, il mormorio di un ruscello e un po’ di ombra lungo il cammino
sono cose semplici che però fanno una differenza enorme 🙋​

les arbres font vraiment la différence
pendant ces journées de forte chaleur, il suffit de faire quelques pas pour s’en rendre compte: sous les arbres, on respire
sur l’asphalte, la chaleur semble monter du sol et tout envelopper
les arbres ne sont pas seulement beaux à regarder: ce sont des climatiseurs naturels, silencieux et gratuits
ils donnent de l’ombre, rafraîchissent l’air et rendent les villages et les villes plus agréables à vivre
là où la nature est respectée et valorisée, on vit mieux
nos arbres à feuilles caduques sont vraiment extraordinaires
en été, ils déploient leur feuillage et nous protègent du soleil le plus fort
en hiver, ils perdent leurs feuilles et laissent les rayons du soleil atteindre le sol et les maisons: une solution simple que la nature a perfectionnée bien avant nous
et puis, il y a l’eau
pendant mes promenades, je le remarque souvent: quand le sentier passe près d’un petit ruisseau, d’une source ou d’un petit vallon où l’eau coule, l’air change
il devient plus frais, plus léger
c’est comme entrer dans une pièce naturelle où quelqu’un aurait baissé la température
les arbres et l’eau travaillent ensemble depuis toujours
ils rendent le paysage plus beau, mais surtout plus agréable à vivre
ils sont une aide pour tout le monde, et encore davantage pour ceux qui ne peuvent pas avoir de climatiseur chez eux ou qui cherchent simplement un peu de fraîcheur pendant les journées les plus chaudes
alors que nous connaissons des étés de plus en plus chauds, il vaut peut-être la peine de se rappeler que certaines des meilleures solutions sont déjà là: une belle voûte verte au-dessus de nos têtes, le murmure d’un ruisseau et un peu d’ombre le long du chemin
ce sont des choses simples, mais elles font une énorme différence 🙋​

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reportage di mezza estate
adesso, qui in bassa valle, è tutto verde
i colori della primavera hanno lasciato il posto a un unico grande colore: il verde
i fiori sono quasi spariti e, al loro posto, sono arrivati i frutti; è il momento in cui la natura smette di promettere e comincia a mantenere
i fiori hanno concluso il loro compito: adesso tutta l’energia della pianta è nei frutti
quest’anno i ciliegi hanno prodotto davvero a manetta: le volpi fanno delle vere scorpacciate di ciliegie; basta osservare le loro tracce lungo i sentieri per capire quanto abbiano apprezzato questo raccolto abbondante
anche io non mi sono fatta mancare niente :yum:​: ho fatto delle belle scorpacciate di fragole e ciliegie; adesso stanno iniziando i lamponi e, tra poco, arriverà il turno dei mirtilli
è uno dei periodi più generosi dell’anno
quest’anno, però, sembra che tutto sia arrivato con un po’ di anticipo
in alta valle la neve è scomparsa prima del previsto
eppure si pensava che sarebbe rimasta molto più a lungo, perché durante l’inverno ne era caduta davvero tantissima
invece il caldo intenso delle ultime settimane l’ha fatta sciogliere rapidamente e oggi, in quota, ce n’è meno rispetto ad altri anni
per fortuna, nei giorni scorsi sono arrivate delle belle piogge in montagna; hanno rinfrescato la terra senza provocare i danni che, purtroppo, si sono visti in pianura
così, adesso, lassù la natura è nel pieno della sua fioritura: prati ricchi di colori, erbe rigogliose e una vitalità che sembra esplodere a ogni passo
forse quasi tutti voi avrete già notato questi cambiamenti…
io, però, amo raccontarli ogni anno
mi piace osservare come le stagioni si ripetano seguendo il loro ritmo e, allo stesso tempo, trovino sempre un modo nuovo per sorprendere: non ce n’è mai una uguale alla precedente
è proprio questo che rende la natura così affascinante: cambia continuamente, anche quando sembra fare sempre le stesse cose e, se impariamo a guardarla con attenzione, ci racconta ogni volta una storia diversa ​🙋​

reportage de la mi-été
en ce moment, ici, dans la basse vallée, tout est vert
les couleurs du printemps ont laissé place à une seule grande couleur: le vert
les fleurs ont presque disparu et, à leur place, les fruits sont arrivés
c’est le moment où la nature cesse de promettre et commence à tenir ses promesses
les fleurs ont accompli leur mission: désormais, toute l’énergie de la plante est consacrée aux fruits
cette année, les cerisiers ont produit en abondance
les renards en profitent pleinement et se régalent de cerises: il suffit d’observer leurs traces le long des sentiers pour comprendre à quel point ils apprécient cette récolte généreuse
moi aussi, je ne me suis pas privée :yum:​: je me suis régalée de fraises et de cerises
maintenant, les framboises commencent à mûrir et, bientôt, ce sera le tour des myrtilles
c’est l’une des périodes les plus généreuses de l’année
cette année, pourtant, tout semble être arrivé un peu en avance
dans la haute vallée, la neige a disparu plus tôt que prévu
pourtant, on pensait qu’elle resterait beaucoup plus longtemps, car il en était tombé une quantité impressionnante pendant l’hiver
mais la chaleur intense de ces dernières semaines l’a fait fondre très rapidement et, aujourd’hui, il en reste moins en altitude que les autres années
heureusement, ces derniers jours, de belles pluies sont tombées en montagne
elles ont rafraîchi la terre sans provoquer les dégâts que l’on a malheureusement vus dans les plaines
là-haut, la nature est maintenant en pleine floraison: des prairies riches en couleurs, une végétation luxuriante et une vitalité qui semble éclater à chaque pas
vous avez sans doute, pour la plupart, déjà remarqué ces changements…
moi, pourtant, j’aime les raconter chaque année, j’aime observer comment les saisons reviennent, fidèles à leur rythme, tout en trouvant toujours une nouvelle façon de nous surprendre: Il n’y en a jamais une qui ressemble tout à fait à la précédente
c’est précisément ce qui rend la nature si fascinante: elle change sans cesse, même lorsqu’elle semble refaire les mêmes choses
et, si nous apprenons à la regarder avec attention, elle nous raconte chaque fois une histoire différente 🙋

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ci sono cose della natura che non mi hanno mai dato l’impressione di essere vive; la pioggia, la neve, le rocce …
il vento, invece, è diverso; da sempre mi dà la sensazione di avere un’ anima; so ben che non è vero, ma questa impressione mi rimane in testa
quando arriva il vento, non « passa e basta »
guarda, sceglie, prova, insiste
a volte sembra prendere di mira qualcosa: un ramo, una persiana, un vecchio cartello, una tenda; comincia piano, quasi per capire, la spinge, la gira, cerca il lato giusto
se non ottiene quello che vuole, cambia direzione, si infila dove trova una fessura, aggira un ostacolo, riprova
come se stesse cercando il punto esatto in cui tutto diventa più facile da muovere, da strappare, da spingere, da far rotolare
e quando lo trova non lo lascia più
continua, con una pazienza che sembra infinita
mi sono chiesta tante volte quanta caparbietà serve per far sbattere una persiana con lo stesso ritmo per tutta una notte, o per far dondolare un ramo per ore
il vento sembra non conoscere la fatica
anni fa, sono stata in campeggio in corsica, dormivo in tenda
avevo sentito una frase che pensavo fosse solo un modo di dire: « quando arriva il vento, resta tre giorni »
poi una sera arrivò… per tre giorni ho avuto l’impressione che avesse deciso di smontare la mia tenda
provava da un lato e poi dall’altro, faceva vibrare il telo, tirava i tiranti, cercava di infilarsi sotto il catino
ogni tanto sembrava fermarsi, giusto il tempo di riprendere fiato
poi ricominciava, con la stessa ostinazione, la stessa perseveranza, una pazienza senza fine
e che dire di quando sceglie una sola foglia di un albero, tra migliaia, e la fa danzare mentre tutte le altre restano quasi immobili?
da allora, ogni volta che sento il vento lavorare intorno a qualcosa, mi viene spontaneo pensare che non stia semplicemente passando: mi sembra che stia facendo un tentativo, che abbia un’idea, che voglia riuscirci
forse è solo una mia impressione, ma, tra tutte le cose della natura, il vento continua a essere quella che più di ogni altra mi dà l’illusione di avere una volontà tutta sua 🙋​

il y a des choses dans la nature qui ne m’ont jamais donné l’impression d’être vivantes: la pluie, la neige, les rochers…
le vent, en revanche, est différent
depuis toujours, il me donne l’impression d’avoir une âme; je sais bien que ce n’est pas vrai, mais cette idée ne me quitte jamais
quand le vent arrive, il ne fait pas que passer
il regarde, il choisit, il essaie, il insiste
parfois, on dirait qu’il prend quelque chose pour cible: une branche, un volet, un vieux panneau, une tente. Il commence doucement, comme pour comprendre; il pousse, il fait tourner, il cherche le bon angle
s’il n’obtient pas ce qu’il veut, il change de direction, s’engouffre dans la moindre ouverture, contourne un obstacle et recommence
comme s’il cherchait le point précis où tout devient plus facile à déplacer, à arracher, à pousser ou à faire rouler
et lorsqu’il l’a trouvé, il ne le quitte plus
il continue, avec une patience qui semble infinie
je me suis souvent demandé quelle ténacité il fallait pour faire claquer un volet au même rythme pendant toute une nuit, ou pour faire osciller une branche pendant des heures
le vent, lui, semble ne jamais connaître la fatigue
et que dire de ces moments où il choisit une seule feuille dans tout un arbre, parmi des milliers, et la fait danser alors que toutes les autres restent presque immobiles ?
il y a des années, je faisais du camping en corse et je dormais sous une tente
j’avais entendu une phrase que je prenais pour un simple dicton « quand le vent arrive, il reste trois jours »
puis, un soir, il est arrivé…
pendant trois jours, j’ai eu l’impression qu’il avait décidé de démonter ma tente
il essayait d’un côté, puis de l’autre; il faisait vibrer la toile, tirait sur les haubans, cherchait à s’infiltrer sous le tapis de sol
par moments, il semblait s’arrêter, juste le temps de reprendre son souffle
puis il recommençait, avec le même entêtement, la même persévérance, la même patience sans fin
depuis ce jour, chaque fois que j’entends le vent s’acharner autour de quelque chose, je ne peux m’empêcher de penser qu’il ne fait pas simplement que passer; j’ai l’impression qu’il tente quelque chose, qu’il a une idée en tête, qu’il veut absolument y parvenir
ce n’est sans doute qu’une impression, mais, parmi toutes les choses de la nature, le vent reste celle qui me donne le plus l’illusion d’avoir une volonté qui lui est propre 🙋

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C’est curieux mais je n’ai jamais eu cette impression.
Ton texte est très beau pour autant.

mi è venuta ancora una riflessione sul vento
i velisti mi hanno sempre colpito per una cosa: per loro l’importante è che il vento ci sia
certo, quello che soffia nella direzione giusta rende tutto più facile, ma anche quando è contrario non si fermano
sanno sfruttarlo lo stesso e, a dirla tutta, chi riesce a usare bene anche il vento contrario parte con un bel vantaggio
non è semplice, bisogna conoscere il mare, le vele e fare le scelte giuste
richiede impegno e un po’ di esperienza, però si può fare
forse vale anche fuori dall’acqua
non sempre possiamo scegliere il vento che ci capita, ma possiamo imparare a usare anche quello meno favorevole per continuare ad andare avanti nella direzione che vogliamo
vado qualche giorno in val d’ aosta, e così devo abbandonare i miei posti qui :pensive:
per amor di pace… questo ed altro :innocent:​ 🙋​

une autre réflexion sur le vent m’est venue
il y a une chose qui m’a toujours frappé chez les navigateurs à voile: pour eux, l’important, c’est qu’il y ait du vent
bien sûr, quand il souffle dans la bonne direction, tout est plus facile
mais même lorsqu’il est contraire, ils ne s’arrêtent pas
ils savent quand même en tirer parti et, à bien y réfléchir, celui qui sait utiliser un vent contraire part avec un bel avantage
ce n’est pas simple
il faut connaître la mer, les voiles et savoir faire les bons choix
cela demande de l’engagement et un peu d’expérience, mais c’est possible
peut-être que cela vaut aussi en dehors de l’eau
nous ne pouvons pas toujours choisir le vent qui nous est donné, mais nous pouvons apprendre à utiliser même le moins favorable pour continuer à avancer dans la direction que nous avons choisie
je pars quelques jours en valle d’aosta, alors je vais devoir abandonner mes petits coins d’ici :pensive:
pour la paix des ménages… il faut savoir faire quelques concessions aussi! :innocent:🙋

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Merci Anna pour ce beau message :slight_smile:
Oui, on peut remonter au vent. Il ne faut bien sûr pas essayer d’y aller directement contre, il faut louvoyer, tirer des bords, cela demande de la souplesse, de savoir s’adapter, surtout lorsqu’il y a des raffales. Et on arrive à naviguer et à avancer dans la bonne firection :slight_smile:
Je te souhaite un bon séjour dans la belle vallée d’Aoste.

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questo, mentre il forum era in panne 🙆​

le stelle alpine mi sono sempre piaciute, fin da quando ero bambina
forse oggi sono un po’ passate di moda, forse piacciono le cose più eclatanti
a me, però, continuano a piacere come allora
non sono vistose, ma hanno qualcosa di speciale
crescono dove poche altre piante riescono a vivere e, senza fare rumore, sono diventate il simbolo della tenacia
forse è stato anche un bene che siano finite un po’ meno sotto i riflettori
così hanno avuto più pace e si sono salvate, almeno in parte, da quella raccolta indiscriminata che per anni le aveva messe in difficoltà
quando ne incontro una lungo un sentiero, mi fermo ancora a guardarla con lo stesso piacere di tanti anni fa
qualche giorno fa, ho fatto il giro dello chambeyron
sono salita in quota (anche) per cercare un po’ di fresco
non ricordo un’estate con un caldo così persistente: ci sono sempre state giornate molto calde, ma periodi così lunghi faccio fatica a ricordarli
questo caldo mi ha fuso anche i pensieri, ho fatto difficoltà a trovarne qualcuno valido da mettere qui :sweat_smile:
mentre vagabondavo su, intorno allo chambeyron, ho scattato questa fotina:

les edelweiss m’ont toujours plu, depuis que je suis petite
peut-être qu’aujourd’hui elles sont un peu passées de mode, peut-être qu’on aime davantage les choses plus voyantes.
moi, pourtant, je les aime toujours autant
elles ne sont pas très voyantes, mais elles ont quelque chose de spécial
elles poussent là où peu d’autres plantes arrivent à vivre et, sans faire de bruit, elles sont devenues un symbole de ténacité
c’est peut-être aussi une bonne chose qu’elles soient un peu moins sous les projecteurs
elles ont ainsi eu plus de tranquillité et ont été, au moins en partie, épargnées par cette cueillette excessive qui, pendant des années, les avait mises en difficulté
quand j’en rencontre une le long d’un sentier, je m’arrête encore pour la regarder, avec le même plaisir qu’il y a tant d’années
il y a quelques jours, j’ai fait le tour du chambeyron
je suis montée en altitude, entre autres pour chercher un peu de fraîcheur
je ne me souviens pas d’un été avec une chaleur aussi persistante
il y a toujours eu des journées très chaudes, mais des périodes aussi longues, j’ai du mal à m’en souvenir
cette chaleur m’a aussi fait fondre les pensées: j’ai eu du mal à en trouver une qui vaille la peine d’être mise ici :smile:
en vagabondant là-haut, autour du chambeyron, j’ai pris cette petite photo:

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mi capita spesso di fare paragoni tra le cose della vita e quello che facciamo in montagna
forse perché, a pensarci bene, alla fine tutto si somiglia
anche nelle cose più banali conta l’ordine in cui facciamo le cose
se devo mettere nell’armadio qualcosa di pesante, per esempio, magari è meglio aprire prima l’anta… invece di arrivare lì con l’oggetto in mano e scoprire che non ho più mani disponibili :smile:
e se torno a casa con la spesa, le chiavi è meglio averle già in mano prima di arrivare alla porta
altrimenti comincia la solita ricerca nelle tasche, con borse che scivolano, chiavi che non si trovano e qualche parola poco elegante
in montagna questa cosa diventa ancora più evidente
quando si prepara lo zaino, ogni cosa ha il suo posto e conviene già pensare a quello che potrebbe servire, prima di trovarsi a doverlo cercare in fondo allo zaino
su una ferrata, o mentre si arrampica, poi, l’ordine dei passaggi diventa ancora più importante
la sequenza con cui si usano i moschettoni e si passa da una protezione all’altra deve essere quella giusta, anche per evitare che la corda si blocchi o non scorra come dovrebbe
prima si mette in sicurezza, poi ci si sposta
un piccolo errore nell’ordine e quello che sembrava un movimento semplice può diventare improvvisamente complicato
anche attraversare un pendio, preparare una discesa con gli sci o semplicemente fermarsi a mangiare qualcosa richiede, in fondo, la stessa attenzione: fare prima quello che serve per poter fare bene quello che viene dopo
la montagna ti ricorda continuamente che le cose, grandi o piccole, hanno un loro ordine 🙋

il m’arrive souvent de faire des comparaisons entre les choses de la vie et ce que nous faisons en montagne
peut-être parce que, quand on y pense, au fond, tout se ressemble
même dans les choses les plus banales, l’ordre dans lequel on fait les choses a son importance
si je dois mettre quelque chose de lourd dans une armoire, par exemple, il vaut peut-être mieux commencer par ouvrir la porte… plutôt que d’arriver avec l’objet dans les mains et de découvrir que je n’ai plus de main libre pour ouvrir l’armoire :smile:
et si je rentre à la maison avec les courses, mieux vaut avoir les clés déjà en main avant d’arriver devant la porte
sinon commence la recherche habituelle dans les poches, avec les sacs qui glissent, les clés qu’on ne trouve pas et quelques mots pas très élégants…
en montagne, tout cela devient encore plus évident
quand on prépare le sac à dos, chaque chose a sa place, et il vaut mieux penser à l’avance à ce dont on pourrait avoir besoin, plutôt que de devoir le chercher tout au fond du sac
sur une via ferrata, ou en escalade, l’ordre des gestes devient encore plus important. La façon dont on utilise les mousquetons et dont on passe d’un point d’ assurage à l’autre doit être bien maîtrisée, notamment pour éviter que la corde ne se bloque ou ne coulisse pas correctement
d’abord, on se met en sécurité, ensuite on se déplace
une petite erreur dans l’ordre des choses, et un mouvement qui semblait tout simple peut soudain devenir beaucoup plus compliqué
même traverser une pente, préparer une descente à ski ou simplement s’arrêter pour manger quelque chose demande, au fond, la même attention: faire d’abord ce qui est nécessaire pour pouvoir bien faire ce qui vient ensuite
la montagne nous rappelle sans cesse que les choses, grandes ou petites, ont leur ordre 🙋

per esempio per stendere la focaccia, bisogna partire dal centro dell’ impasto…:wink::grin:

e vualà

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Globalement d’accord. Cependant, je ne puis laisser passer cette affirmation sans réagir:

L’expérience montre surabondamment et de façon irréfutable que ce dont on a besoin est Toujours (avec un T majuscule) au fond du sac quelque soit la manière dont on organise celui-ci.

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Et c’est bien pour cela que la fermeture principale d’un sac idéal devrait se situer en son fond ! (cette optimisation fonctionne pour tous les sacs :wink:)

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:smile: :smile: :smile:

Faux ! Grossière erreur ! Erreur de débutant !
Cette proposition ne résout rien, elle ne fait qu’inverser le problème. Je n’ai pas la solution, si elle existe.

Erreur du théoricien peu pragmatique qui pose les mauvaises questions !
Étant donné que le problème posé est uniquement de pouvoir trouver rapidement une affaire dans le sac :

Il faut et il suffit donc bien de procéder à l’inversion spatiale de la fermeture du sac, et de compter sur la force de la gravité pour saisir immédiatement au vol l’affaire recherchée pendant que le sac se vide en une demi-seconde.
Il ne reste plus donc qu’un problème secondaire à résoudre, qui doit désormais attirer toute notre attention : non plus comment retrouver rapidement une affaire dans le sac [résolu], mais comment remettre rapidement ses affaires dans le sac [Il existe là-dessus une conjecture de Darty et Boulanger sur les hottes aspirantes qu’il conviendrait plutôt d’examiner].

… Tout en anticipant intelligemment de l’accessoire dont on aura prochainement besoin, et en le plaçant alors stratégiquement dans le fond du sac…

Conjecture dont je n’ai pas trouvé trace dans la littérature, malgré mes recherches.
Aborder le problème sous l’angle de la loi de Murphy me parait plus prometteur.

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questa estate ci ha messo un bell’ impegno a farci sudare: per settimane il caldo ha picchiato duro e in molte zone purtroppo ha creato parecchi problemi
qui dove vivo io, invece, tutto sommato ce la siamo cavata
è vero che gli orti hanno avuto qualche momento di sconforto, soprattutto per il secco, e alcune colture hanno sicuramente patito
altre, però, con tutto questo sole, si sono trovate bene, anche perché per un certo periodo abbiamo potuto contare sull’acqua che avevamo nelle nostre riserve e poi sono arrivate delle belle piogge, che hanno rinfrescato l’aria e hanno dato una bella bagnata alla terra
in valle poi pare che il caldo abbia fatto un piccolo regalo agli operatori turistici: una bella stagione lunga, con tanta gente in giro, e sembra che non sia ancora finita
devo dire che io questa estate sono stata bene, anche perchè ho una buona adattabilità climatica: mi trovo bene con il caldo e anche con il freddo :sunglasses::blush:
per sopportare meglio, ho usato molti trucchi (che non sto a elencare tutti per non stufarvi)
ne dico solo uno: ho anche lavorato con l’ immaginazione
per esempio, quando faceva davvero caldo, mi immaginavo di essere in corsica, su quei sentierini che portano dal mare al campeggio, le 4 del pomeriggio, sotto il sole cocente, la sabbia bollente sotto i piedi, e mi ricordavo quel bel mare, azzurro-azzurro :smile:
comunque, certe volte mi sento quasi in colpa… penso a chi in altri posti ha dovuto fare i conti con un caldo ben più serio e pesante, oppure con delle alluvioni, delle frane, dei disastri ambientali…
e allora mi rendo conto ancora una volta della fortuna di essere nata qui in mezzo alle mie amate montagne 🙋​

cet été, il faut bien le dire, a fait de sacrés efforts pour nous faire transpirer: pendant des semaines, la chaleur a été particulièrement intense et, malheureusement, elle a causé pas mal de problèmes dans de nombreuses régions
ici, là où je vis, tout compte fait, nous nous en sommes plutôt bien sortis
c’est vrai que les potagers ont connu quelques moments difficiles, surtout à cause de la sécheresse, et que certaines cultures ont certainement souffert
d’autres, en revanche, ont plutôt bien profité de tout ce soleil, notamment parce que, pendant un certain temps, nous avons pu compter sur l’eau que nous avions dans nos réserves. puis de belles pluies sont arrivées, rafraîchissant l’air et arrosant généreusement la terre
dans la vallée, il semblerait d’ailleurs que la chaleur ait fait un petit cadeau aux professionnels du tourisme: une belle saison, longue, avec beaucoup de monde, et qui ne semble pas encore tout à fait terminée
je dois dire que, personnellement, j’ai plutôt bien vécu cet été, d’autant plus que j’ai une bonne capacité d’adaptation aux températures: je me sens bien aussi bien quand il fait chaud que quand il fait froid
:sunglasses: :blush:
pour mieux supporter la chaleur, j’ai utilisé pas mal de petites astuces (que je ne vais pas toutes vous énumérer, histoire de ne pas vous ennuyer)
je n’en citerai qu’une: j’ai aussi fait travailler mon imagination
par exemple, quand il faisait vraiment chaud, je m’imaginais en corse, sur ces petits sentiers qui remontent de la mer jusqu’au camping, à quatre heures de l’après-midi, sous un soleil de plomb, avec le sable brûlant sous les pieds… et je repensais à cette belle mer, d’un bleu, mais d’un bleu… :smile:
bon, malgré tout, il m’arrive parfois de me sentir presque un peu coupable… je pense à ceux qui, dans d’autres régions, ont dû affronter une chaleur bien plus difficile à supporter, ou encore des inondations, des glissements de terrain, des catastrophes environnementales…
et je me rends compte, une fois de plus, de la chance que j’ai d’être née ici, au milieu de mes montagnes tant aimées 🙋

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quest’anno, dalle mie parti, mi sembra che le zecche siano diminuite parecchio, forse il caldo e la siccità non sono stati proprio di loro gradimento
a me, questa cosa è piaciuta parecchio, anche perchè così, ho potuto andare a zonzo in pantaloncini corti senza dover fare il solito rito dei pantaloni lunghi infilati dentro le calze, pochissimo eleganti :grin:​ e poi, con il caldo che ha fatto quest’estate…
anche i lombrichi, quelli che negli anni scorsi comparivano numerosi sull’asfalto dopo la pioggia, quest’anno si sono fatti vedere pochissimo, e qui spero proprio che siano stati semplicemente rintanati al fresco, sotto coperta, e non che siano diminuiti davvero
queste piccole bestiole, a me stanno simpatiche, soprattutto perché apprezzo moltissimo il loro lavoro nel mio piccolo orto, loro scavano, smuovono la terra, la fanno respirare, e non chiedono neanche lo stipendio
anche le lumache si sono viste poco, compresi quei bei lumaconi ciccioni, (povere creature di dio anche loro, per carità) che quando me li trovo davanti non è proprio un incontro che mi riempie di gioia
insomma, quest’anno il caldo e la siccità si sono fatti sentire un po’ dappertutto, anche gli alberi hanno sofferto parecchio, alcuni sembravano addirittura essere seccati
però io sono abbastanza fiduciosa, la natura, quando può, ha una straordinaria capacità di rimettere insieme i pezzi, un anno va male, quello dopo arriva una primavera generosa, piove al momento giusto, spunta qualcosa che sembrava sparito e piano piano tutto riparte
i danni che la natura combina da sola, insomma, spesso riesce anche a curarseli da sola
sono quelli che le combiniamo noi che mi preoccupano; sono un’altra faccenda
penso, ad esempio, a una petroliera che perde il suo carico in mare, a un terreno ricoperto di cemento, a un bosco tagliato senza pietà, a un fiume trasformato e a tante altre cose, che la natura, nei suoi milioni di anni di esperienza, probabilmente non aveva proprio messo in programma
e allora sono quasi sicura che lombrichi, lumache, alberi e tutto il resto si siano solo presi un anno un po’ difficile e che il prossimo ci facciano vedere che sono ancora lì
magari le zecche potrebbero anche aspettare ancora un pochino prima di tornare, io non me la prenderei :smile:
🙋​

cette année, par chez moi, j’ai l’impression qu’il y a eu beaucoup moins de tiques, peut-être que la chaleur et la sécheresse n’ont pas vraiment été à leur goût
moi, cette chose-là m’a plutôt bien plu, parce que j’ai pu aller me promener en short sans devoir faire le rituel habituel du pantalon long rentré dans les chaussettes, pas très élégant :grin: et puis, avec la chaleur qu’il a fait cet été…
les vers de terre aussi, ceux qui les années précédentes étaient nombreux sur l’asphalte après la pluie, se sont fait très discrets cette année, et là, j’espère vraiment qu’ils se sont simplement cachés au frais, bien à l’abri, et qu’ils n’ont pas réellement diminué
ces petites bestioles, moi je les aime bien, surtout parce que j’apprécie beaucoup leur travail dans mon petit potager, ils creusent, remuent la terre, la font respirer, et en plus ils ne demandent même pas de salaire
les limaces aussi se sont peu montrées, y compris ces gros machins tout dodus, (pauvres créatures de dieu, elles aussi, bien sûr) mais quand je les trouve devant moi, ce n’est pas vraiment une rencontre qui me remplit de joie
bref, cette année, la chaleur et la sécheresse se sont fait sentir un peu partout, les arbres aussi ont beaucoup souffert, certains semblaient même complètement desséchés
mais je suis quand même assez confiante, la nature, quand elle le peut, a une extraordinaire capacité à réparer les dégâts, une année se passe mal, l’année suivante arrive un printemps généreux, il pleut au bon moment, quelque chose qui semblait avoir disparu réapparaît, et petit à petit, tout repart
les dégâts que la nature se fait à elle-même, finalement, elle arrive souvent à les réparer toute seule
ce sont plutôt ceux que nous lui faisons qui m’inquiètent, c’est une autre histoire
je pense, par exemple, à un pétrolier qui déverse sa cargaison en mer, à un terrain recouvert de béton, à une forêt coupée sans pitié, à une rivière transformée, et à tant d’autres choses que la nature, avec ses millions d’années d’expérience, n’avait probablement pas du tout prévues
alors je suis presque sûre que les vers de terre, les limaces, les arbres et tout le reste ont simplement passé une année un peu difficile, et que l’année prochaine ils nous montreront qu’ils sont toujours là
peut-être que les tiques pourraient quand même attendre encore un petit peu avant de revenir, moi, je ne leur en voudrais pas :smile:
🙋​

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ah… dimenticavo le zanzare: quest’anno sono aumentate moltissimo; a cuneo hanno dovuto fare una disinfestazione per le vie della città, cosa che non era mai successa
e io, se non voglio essere divorata durante la notte, devo sempre attaccare il diffusore di veleno
a loro il caldo piace tantissimo, mentre è mancata quella pioggia intensa che, quando arriva, le spazza via dall’aria, almeno per un po’
sono rimaste invece tante piccole pozze d’acqua, che a quanto pare sono state più che sufficienti per farle riprodurre a manetta

ah… j’oubliais les moustiques: cette année, ils ont augmenté énormément; à cuneo, ils ont même dû faire une désinsectisation dans les rues de la ville, ce qui n’était encore jamais arrivé
et moi, si je ne veux pas me faire dévorer pendant la nuit, je dois toujours brancher le diffuseur anti-moustiques
ils adorent la chaleur, tandis qu’il a manqué ces grosses pluies qui, lorsqu’elles arrivent, les chassent de l’air, au moins pour quelque temps
il est resté en revanche plein de petites flaques d’eau, qui ont apparemment largement suffi pour leur permettre de se reproduire à toute vitesse

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ieri sono andata a fare il giro della meja
bellissimissimo è riduttivo…
scrivo qui solo i punti essenziali per chi fosse interessato :blush:
partenza: colle del preit (2076m slm)
lago nero, passando per il « passaggio del preit »
discesa fino nei pressi di grange chiacarloso
passo della valletta
colle del mulo
colle ancoccia
colle margherina
ritorno al colle del preit
totale 16,5 km, 1000 m di dislivello
ho preso tante foto, ma non erano all’ altezza…ne metto solo una del lago nero, quella della meja l’ ho messa su jds :blush:

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Ton coin on dirait
Faite à ski en 2010, 11, 12, 13 …:wink:

Merci de me rappeler qu’il faut que j’y aille

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